La storia della pallina da golf

L’equipaggiamento da golf prevede una serie di strumenti di gioco, tra cui le piccole palle bianche da colpire con la mazza. Esse sono realizzate secondo determinate caratteristiche e devono rispettare alcuni criteri per essere considerate regolamentari. Come gli altri strumenti di questo sport, le palle da golf si sono evolute e sono state modificate nel corso del tempo, grazie alle innovazioni del settore e alla tecnologia.

pallina da golf

L’evoluzione della pallina da golf

In base alle teorie sulle antiche origini del gioco del golf, le prime palline da golf erano di pietra o di legno ma, nel Medioevo, questa disciplina era solo agli albori, perciò la pratica, non ancora codificata, era decisamente rozza al punto che alcune ipotesi accreditano la nascita di questo sport ai pastori olandesi.

Più probabile che, quando il gioco si diffuse in Scozia, le palle da golf fossero realizzate in cuoio con imbottitura di piume, cioè le cosiddette “feather ball”. La lavorazione di questi articoli era piuttosto laboriosa e consisteva nel comprimere le penne bollite di gallina (o di anatra) nell’involucro di cuoio, composto da tre pezzi cuciti insieme. Il risultato non era perfettamente sferico, ma già si raggiungevano le dimensioni della forma attuale. Per imparare a fabbricare questi esemplari, l’apprendistato era molto lungo e faticoso, perché si richiedeva una speciale manualità e una certa precisione, per fare in modo che i prodotti fossero il più resistente possibile. Trattandosi di un lavoro lungo e manuale, un artigiano specializzato non riusciva a produrne più di tre esemplari al giorno, perciò venivano assunti degli speciali Caddy che controllassero che le palline non andassero perse, durante le partite. Tutto questo perché erano una merce rara, data la difficoltà di produzione, e piuttosto costosa, di conseguenza. Tuttavia, questi primi prototipi non funzionavano benissimo, tranne quando erano nuovi e asciutti; se, per esempio, venivano colpiti male o da un bastone troppo pesante, era alto il rischio che scoppiassero, oppure, se bagnati si riducevano a una massa informe di penne fradice. Nonostante ciò, per lungo tempo rimasero l’unica soluzione in circolazione per giocare a golf, destinando questo sport solo ai nobili e ai ricchi borghesi.

 

Dalla palla in guttaperca alla Haskell

Fino a metà del 1800 si continuarono a realizzare queste palline di cuoio e piume e, nel 1838, a St. Andrews, una delle località inglesi più attive nel settore, si producevano circa 10mila esemplari all’anno, grazie al lavoro di numerosi artigiani qualificati. Solo dieci anni dopo, venne scoperto un lattice, derivato da una pianta della Malesia, malleabile se bollito in acqua, e solido e resistente se ben trattato. Viste queste caratteristiche, la guttaperca divenne il nuovo materiale per realizzare la palline da golf, abbattendo i costi di vendita e di produzione; non solo, questo lattice permetteva alla pallina di essere impermeabile, un notevole vantaggio per i giocatori di golf. A questa innovazione tecnologica corrispose la rivoluzione industriale, l’innalzamento dei salari e la riduzione delle ore di lavoro; l’unione di tutti questi fattori permise a tale sport di svilupparsi e diffondersi ulteriormente all’interno dei diversi strati della popolazione. Come per altri prodotti, la produzione di massa ha permesso di abbattere i costi e rendere il golf più accessibile.

Tra le altre innovazioni, la pallina in guttaperca permise l’utilizzo di diversi tipi di ferri, tra cui quelli più pesanti che comportavano lo scoppio delle più delicate palle di cuoio.

Tuttavia, già nel 1902 questa tecnologia venne soppiantata da una nuova, ideata in America. Questa nuova palla era composta da un centinaio di metri di filo di caucciù, molto sottile e avvolto intorno a un nucleo centrale, poi, il tutto veniva coperto dalla guttaperca, che continuò a essere impiegata. La nuova pallina, chiamata Haskell, migliorò ulteriormente il gioco, già solo per il fatto che se si “toppava la palla”, essa sarebbe rotolata per ben 130 metri, contro i soli 30 di quella in guttaperca. La Haskell è la pallina tutt’ora impiegata, sebbene nel corso degli anni abbia subito degli interventi di miglioramento, grazie allo sviluppo tecnologico; comunque l’idea di base e la composizione è rimasta la stessa. La paternità statunitense di questa palla testimonia quanto il golf fosse uscito dai confini inglesi e scozzesi già dagli inizi del 1900, al punto che ora, questo sport è molto praticato in tutti gli Stati Uniti e non solo.

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