Golf shaft: dal legno al titanio

Golf shaft in grafite Il più grande balzo in avanti nella produzione degli shaft è avvenuto con l’impiego della grafite. Quando iniziarono a usarla, circa 20 anni fa, le lamelle erano così inconsistenti e di scarsa qualità che i costruttori ritennero difficile impiegarla nella produzione di massa. Inoltre, gli shaft in grafite avevano una torsione molto elevata e divennero presto il loro peggiore incubo: l’ultima cosa che un giocatore può desiderare è che il suo bastone si torca: nel golf la stabilità è tutto. Tuttavia, l’idea di fondo risultò corretta. Essendo infatti la grafite uno dei materiali più leggeri, si

golf shaft

Golf shaft in grafite

Il più grande balzo in avanti nella produzione degli shaft è avvenuto con l’impiego della grafite. Quando iniziarono a usarla, circa 20 anni fa, le lamelle erano così inconsistenti e di scarsa qualità che i costruttori ritennero difficile impiegarla nella produzione di massa. Inoltre, gli shaft in grafite avevano una torsione molto elevata e divennero presto il loro peggiore incubo: l’ultima cosa che un giocatore può desiderare è che il suo bastone si torca: nel golf la stabilità è tutto. Tuttavia, l’idea di fondo risultò corretta. Essendo infatti la grafite uno dei materiali più leggeri, si può arrivare ad avere più swing, più potenza e maggiore distanza aggiungendo peso alla testa per bilanciare il bastone.

Ora che il procedimento produttivo è stato ottimizzato, le aziende realizzano shaft in grafite – in circa il 99% dei driver – con una torsione minima, che nei test di prova hanno un rendimento quasi uguale a quelli in acciaio ma, essendo molto più leggeri, permettono al giocatore di fare uno swing più potente e ottenere una distanza maggiore.

Golf shaft in titanio

La terza opzione. Per quanto leggero, stabile e resistente alla torsione, è un materiale molto costoso. Sì è cercato di produrre bastoni con lo shaft in titanio ma il costo ne risultava quasi duplicato, così il suo uso non ha mai del tutto attecchito.

Lo swing

Se i giocatori si sentono in grado di colpire la palla più forte, di certo lo faranno. Nel corso di una generazione è cambiata la conformazione fisica dei professionisti del Tour: sono più atti, più forti e più flessibili; il che permette loro di eseguire swing più ampi e potenti. La precisione e il controllo non sono più importanti come 20 anni fa, quello che conta è la potenza; gli swing oggi sono eseguiti con grandi torsioni di spalle e meno gioco di mano, e tutti i professionisti devono ormai essere capaci di mandare fa pallina a 270 m di distanza. Negli scorsi 10-15 anni giocatori del calibro di Nick Falda, Fred Couplet, Seve Ballestreros e lan Woosnam hanno avuto forme fisiche e modi di fare lo swing assai dissimili, se paragonati ai giocatori di oggi: Tiger Woods, Adam Scott, Retief Goosen e Padraig Harrington, solo per citarne alcuni. Questi giocatori in attivo hanno capito l’importanza del fitness e sono in grado di eseguire swing molto potenti.

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