Come si gioca al Golf club Royal Park I Roveri?

Eletto come miglior campo da golf d’Italia del 2012, il Royal Park I Roveri è completamente immerso nel Parco Regionale della Mandria e sorge a poca distanza dalla Reggia della Venaria Reale, una delle più grandi residenza sabaude di sempre. Tra i campi da golf in Piemonte, il Roveri è un vero e proprio luogo d’eccellenza.

campo roveri golf

Il campo al Golf club Royal Park I Roveri

Unico in Europa per la sua posizione così suggestiva all’interno di un parco naturale e circondato dalla Alpi Olimpiche, il Royal Park domina la classifica dei campi da golf più belli d’Italia non solo grazie alla suggestiva location che lo ospita ma anche perché il campo offre ai suoi ospiti un perfetto mix tra lo chic metropolitano e la calma della natura.

Questi elementi rendono unico il soggiorno e il gioco presso questo circolo che ha ereditato il nome dall’antica riserva di caccia reale e che tuttora dimostra di saper ben armonizzare le necessità e i comfort moderni con l’antica tradizione sabauda.

L’attenzione ai dettagli, il servizio personalizzato che il club riserva ai soci e agli ospiti esterni nonché la possibilità di rilassarsi e di trascorrere un periodo di pace e relax presso le strutture di benessere presenti al club, rendono il Royal Park un luogo dall’eccellenza straordinaria.

Il campo del club è stato il primo a essere realizzato in Italia dall’architetto Robert Trent Jones Senior, famoso in tutto il mondo per aver dato vita a più di cinquecento percorsi di golf: la sua popolarità e la sua bravura nel disegnare e progettare i campi da golf divenne nota anche attraverso il detto “Il sole non tramonta mai su un percorso di Trent Jones”.

Il paesaggio orchestrato in maniera armoniosa con la natura, l’uso innovativo dei bunker sul green, degli ostacoli d’acqua e soprattutto la stessa disposizione dei green nei suoi piani incitano il giocatore ad applicare un’attenta strategia di gioco.

Trent Jones aveva l’idea di un golf senza rischi ma anche senza ricompense: il suo tipo di gioco doveva incoraggiare gli audaci e i temerari. Il suo percorso è nato nel ’71, consta di diciotto buche, un par 72 lungo 6.566 metri che segue l’andamento e la morfologia del terreno del parco naturale in cui sorge, caratterizzandosi soprattutto per la disposizione di green e hazard.

Alle iniziali diciotto buche se ne sono aggiunte nel 2006 altre diciotto che formano un altro percorso di par 72 lungo 6.572, realizzato dal noto architetto Michael Hurdzan, che è diventato in breve tempo un’autorità a livello mondiale. Hurdzan è uno specialista nella creazione di percorsi di golf tanto da essere stato eletto architetto dell’anno dal Golf World Magazine.

Il percorso da lui ideato rappresenta il primo per cui il famoso architetto abbia messo a disposizione la propria fama internazionale. Tra i campi da golf in Piemonte, il Royal Park I Roveri è una vera eccellenza italiana e mondiale.

Le buche al Golf club Royal Park I Roveri

buche roveri golf

In attesa che tutte le buche ideate da Hurdzan siano aperte e agibili ai giocatori, analizziamo il percorso ideato da Trent Jones nel ’71. Questo percorso si compone di diciotto buche che vogliono non solo mettere alla prova la tecnica di coloro che decidono di cimentarsi e affrontare il campo, ma vogliono anche sfidare la strategia che lo stesso giocatore deve dimostrare di saper applicare di buca in buca.

La buca uno di Jones è un par 4: dog leg a destra con tee shot impegnativo a causa della presenza di un gruppo di bunker sulla destra. Il green si snoda su due livelli e si presenta  ben difeso da un ostacolo d’acqua frontale, da un bunker sulla sinistra e da un altro posto dietro il green. Meglio giocare un drive sopra i bunker e poi un sand wedge.

La buca due presenta dog leg a destra: qui è meglio piazzare il primo colpo tra i bunker sulla sinistra e gli alberi posti sulla destra. Il secondo colpo va effettuato leggermente in salita e soprattutto prestando attenzione a non incappare nei bunker tutti a ridosso del green: la scelta di un legno 3 al tee e di un ferro 7 o 8 potrebbe contribuire a ottenere un buon risultato.

Par 4 e dog leg in discesa sulla destra caratterizzano la buca tre: qui il fairway è ampio e difeso da un solo bunker a destra, mentre il green è ben protetto da un bunker sulla sinistra e altri due sulla destra per cui risulta complicato salvare il par. Probabilmente non sarebbe del tutto insensato giocare un drive alla sinistra del fairway al primo colpo e un ferro 8 o 9 al secondo colpo.

Il par 3 della buca quattro è lungo e in discesa ed è reso piuttosto insidioso sia dalla presenza del laghetto sulla destra che dal ruscello proprio di fronte al green, che anche qui si articola su due livelli. Tre i bunker a difesa che occupano tutti e tre i lati del green, ovvero a destra, a sinistra e dietro. Qui è difficile anche scegliere con quale bastone giocarsi la buca proprio a causa del profondo dislivello verso il basso che intercorre tra il tee e il green. Un ferro 4 o 5 giocato bene potrebbe risolvere il dubbio.

La cinque è decisamente la buca più lunga del campo e la più suggestiva delle altre per la presenza del maestoso albero rosso dietro al green. Da evitare assolutamente i bunker sulla sinistra per arrivare al green lievemente in salita e in forte pendenza da sinistra a destra.

L’unico bunker qui si trova dietro al green probabilmente perché già bastano gli ostacoli d’acqua a rendere il percorso insidioso quanto basta: il terzo colpo è piuttosto impegnativo e forse giocare un sand wedge sarebbe la migliore scelta. Per il primo colpo si potrebbe giocare un drive sulla destra del fairway e per il secondo colpo un ferro 3 o 4 può andare.

Centoquarantaquattro metri di lunghezza appena per la buca sei, la più corta del percorso: il green è anche qui in pendenza da destra verso sinistra e scegliere di battere con un ferro 8 o 9 potrebbe far superare i diversi bunker presenti a destra del green e quello grande sulla sinistra.

Un corto par 4 quello della buca sette che presenta un tee shot più delicato data la posizione di un bunker situato a 230 metri dal tee, il boschetto sulla destra e il folto rough a sinistra. Il green di questa buca è ondulato per cui la strategia più adatta potrebbe essere quella di battere un drive al primo colpo e usare un sand wedge per il secondo.

È un par 5 con dog leg a destra quello della buca otto, che può essere raggiunto dai giocatori più lunghi con due colpi. Attenzione al bunker e agli alberi a destra nel battere la prima pallina. A difendere il green un bunker a destra e uno a sinistra per cui un legno 3 o un ferro 2 potrebbe salvare il secondo colpo.

Corto ma delicato è il par 4 della buca nove con dog leg a destra. Per non far finire la pallina tra le piante presenti sui lati della buca o nel bunker sulla destra, il primo colpo deve andare in fairway. A sinistra del green la presenza del lago potrebbe rendere più impegnativo il secondo colpo, in cui bisogna evitare anche i bunkers a destra: un ferro 9 o un wedge potrebbe aiutare, mentre un legno 3 sul primo colpo andrà più che bene.

Alla buca dieci il dog leg è a sinistra. Si tratta di 375 metri non semplici: due bunker a sinistra mettono in guardia chi vuole tagliare troppo la buca, mentre alcuni alberi a destra ostacolano chi finisce in rough. Il green è presidiato da un bunker a destra e a sinistra e da un ruscello frontale: legno 3 al primo colpo e ferro 8 o 9 al secondo.

Par 5 in discesa e dog leg a destra: la buca undici si raggiunge in due colpi, ma prima bisogna mettere il drive in fairway. Il terzo colpo si batte in discesa verso il green circondato completamente da un torrente. Un drive a destra del fairway e un legno 3 per il primo colpo, un ferro 6 per superare l’ostacolo d’acqua e un sand wedge per arrivare al green.

Lungo e complicato il par 3 della dodici: il green è in pendenza ed è protetto dall’ampio torrente mentre sulla destra c’è un bunker. Battere la pallina con un ferro 5 potrebbe aiutare a raggiungere il centro del green.

Il par 4 della buca tredici presenta un fairway largo, ma il secondo colpo è reso impegnativo dall’altezza del green che rende difficile il calcolo della distanza. Due bunker ai lati e uno posteriore presiedono il green che non presenta altre complicazioni. Un drive al primo colpo e l’uso del wedge al secondo potrebbero favorire il gioco.

Chi tenta di tagliare troppo la buca quattordici rimane scottato dal bunker a sinistra del fairway. Questo lungo par 4 con dog leg a sinistra presenta un green molto ben difeso da due bunker a sinistra e uno a destra. Si potrebbero usare un legno 3 e un ferro 6 o 7.

Il green della buca quindici si gioca in discesa ed è praticamente circondato da tre ampi bunker e da diversi alberi: l’uso di un ferro 4 o 5 può fare la differenza.

Diversi bunker e qualche betulla sulla destra non permettono di tagliare troppo la buca sedici: il green è difeso da quattro bunker, ma il più insidioso è quello sulla destra. Un drive per superare i bunker e un wedge per arrivare al green.

Piuttosto lungo e impegnativo è il par 4 della buca diciassette. Il fairway è ampio ma non bisogna effettuare un tee shot troppo a destra o si rischia di dover battere il secondo colpo cercando di evitare un grosso albero.

Il green presenta poche e lievi pendenze e ha due bunker sulla destra, mentre quando la bandiera è a sinistra bisogna stare attenti al ruscello o al laghetto che si trovano proprio ai piedi del green. Sul lato sinistro del fairway potrebbe essere utile giocare un drive e poi un ferro 6 o 7.

La buca diciotto si presenta con uno stupendo par 5 a chiudere il percorso di Trent Jones nel migliore dei modi: il tee shot deve arrivare in fairway se si vuole tentare di raggiungere il green solo con un secondo colpo. Una serie di bunker e di alberi nonché il laghetto sulla destra possono risultare degli ostacoli molto impegnativi da superare se si è deciso di arrivare in green con il secondo colpo. Da  giocare magari impugnando un legno 3 o un ferro 2.

Putting green, driving range e pitching green

puttin green i roveri golf club

Non poteva decisamente mancare all’interno di una struttura come il Royal Park un campo pratica. Dotato di trenta postazioni in erba sintetica e altre sei al coperto, il campo si divide in una vasta zona realizzata in erba naturale che si articola su tre livelli e in un’altra zona dotata di approcci e bunker.

Il campo è l’ideale per chiunque voglia allenarsi liberamente, non per niente è il luogo di ritrovo del Club dei Giovani, un circolo aperto a tutti i ragazzi fino ai diciotto anni compiuti. Il Club dei Giovani si divide a seconda delle fasce d’età in due livelli: i ragazzi dai sei agli undici anni che vogliano iniziare il loro cammino nel mondo del golf vengono “arruolati” nel gruppo Primavera e si allenano in genere il sabato e la domenica,  per i giovani dai dodici ai diciotto anni c’è il gruppo Ragazzi che, oltre ad allenarsi nel week-end, è convocato in campo anche il mercoledì.

Infine la squadra agonistica del club viene organizzata da Stefano Soffietti che consegna ogni trimestre un programma preciso e dettagliato dell’allenamento che i ragazzi del team dovranno seguire. All’attività del club vengono riservate due sale esterne adiacenti la segreteria del Royal Park: la prima sala è dedicata al gruppo Primavera, mentre la seconda sala ha un calcetto e un tavolo da ping pong ed è aperta a tutti.

La Soffietti Golf Academy, presieduta dai fratelli professionisti Marco e Stefano, è una delle scuole di golf più rinomate e preparate d’Italia. Oltre ai due maestri che hanno maturato la propria esperienza nelle attività sportive e didattiche insegnando anche a giocatori di alto livello tecnico, la Academy si avvale di collaboratori esperti e preparati, ognuno specializzato in un differente ambito golfistico.

La scuola offre lezione individuali, collettive e personalizzate in base al proprio handicap di gioco e al proprio livello, è possibile effettuare golf clinic dedicate ad aziende e privati per esplorare tutti gli aspetti del golf dallo short game ai seniores, e dà la possibilità di eseguire un fitting personalizzato con strumenti all’avanguardia e prove campo per preparazioni a eventuali gare.

Gli allievi della scuola hanno a loro disposizione le trentasei buche del campo pratica, il driving range, il chipping green, il putting green e la palestra. I maestri cercano di individuare in ogni allievo i principali fattori che li aiutino a capire e analizzare l’attitudine all’allenamento, la struttura fisica del soggetto e la sua componente atletica. In base a queste caratteristiche sono capaci di organizzare e impostare il lavoro che il giocatore deve svolgere, senza limitarsi alla correzione singola.

Inoltre grazie agli innovativi strumenti di analisi a sua disposizione, la Golf Academy offre sessioni di Club Fitting personalizzate e approfondite sulle ultime novità tecniche, e un valido aiuto è dato al giocatore dall’analisi dello swing e dei bastoni più adatti alle sue caratteristiche fisiche. Infine grazie alla collaborazione con il centro fisioterapico Galileo18, la Academy riesce a integrare in maniera completa la parte atletica dell’allenamento con quella tecnica.

Golf club

golf club i roveri

Il Royal Park I Roveri offre ai suoi soci e ai suoi ospiti la possibilità di poter trascorrere anche momenti di relax e benessere tra un giro di mazza e l’altro. Adagiata in una zona verde progettata dall’architetto Paolo Peyrone è la piscina del golf club, area di relax che dispone anche di un grande solarium e di un bar riservato.

Un lavoro personalizzato per i giocatori del campo viene offerto dai professionisti che si dedicano alla cura delle attività della palestra, fornita di attrezzature Technogym all’avanguardia. Gusto, comfort e stile si possono invece trovare presso il ristorante della club house, ai cui tavoli è possibile gustare i classici piatti della tradizione culinaria piemontese accompagnati sempre da una ricca scelta di etichette.

Al pro-shop della club house si possono acquistare accessori, attrezzature, prodotti per il golf e abbigliamento sportivo delle migliori marche presenti in commercio.  Per chi ha intenzione di soggiornare in zona per un periodo lungo, il Royal Park I Roveri ha stipulato convenzioni e collaborazioni con alcuni dei migliori alberghi della zona: sono quindi a disposizione le camere presso l’Hotel Bella Rosina, il Cascina di Corte, il Residence Green della Reggia, l’Hotel Le Rondini, il Relais Villa Matilde e il Romantik Hotel Furno.

Info e contatti

  • Rotta Cerbiatta, 24 10070 Fiano (TO)
  • Telefono: +39 011 9235500
  • Fax: +39 011 9235669
  • Email: info@royalparkgolf.it
  • Ristorante   +39 011 9235494
  • Pro-Shop     +39 011 9236626

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