Golf: bastoni

Il gioco del golf è reso iconograficamente celebre dal più noto dei suoi attrezzi: il bastone, detto anche volgarmente e impropriamente “mazza”. Vi sono però diversi tipi di bastone da golf, costruiti con differenti materiali, e ognuno di essi ha una specifica funzione ed è dedicato a un particolare tipo di impiego. Curiosi anche i nomi specifici dati a questi attrezzi, come “ferri”, “legni” o putt. Questa guida introduttiva vi permete di scoprire tutto su questo affascinante argomento.

Golf: bastoni

Bastoni da golf

In origine lo shaft era costruito in legno, mentre ora la gran parte è in grafite o in acciaio, in base al tipo di colpo. Per colpi di maggior potenza, in cui vengono utilizzati i “legni”, gli shaft sono in grafite; questo tipo di materiale, essendo più leggero, garantisce una maggiore velocità.

Per un colpo più preciso, cioè in cui vengono utilizzati i “ferri”, lo shaft è in acciaio; questo perchè la massa maggiore permette di ottenere una maggiore sensibilità, oltre ad una maggiore convenienza economica.

Gli shaft possono avere flessibilità diverse (si possono distinguere generalmente in flex, regular, stiff ed extra-stiff), in base alle preferenze del giocatore. Quelli più potenti sono anche quelli più flessibili (e determinano il cosiddetto “effetto frusta”).

Generalmente coloro che utilizzano la canna più flessibile sono i principianti, perchè hanno maggiore difficoltà a imprimere potenza al colpo. I giocatori professionisti, invece, hanno in genere uno swing più veloce e non possono utilizzare shaft troppo flessibili a causa dell’eccessiva curvatura che acquista la mazza ad alte velocità, rendendo il tiro altamente impreciso.

I bastoni si distinguono dalla testa. Ne esistono principalmente tre tipi:

  • ferri
  • legni
  • putt

(benchè ormai le case di produzione di bastoni abbiano cominciato a creare sempre più frequentemente degli ibridi).

Legni

I legni sono così chiamati perchè fino all’inizio degli anni ’80 erano costruiti in questo materiale. Oggi, invece, sono le leghe metalliche a far da padrone al processo di costruzione (soprattutto tungsteno, acciaio e titanio).

I legni, che vengono utilizzati per ottenere colpi più potenti, hanno l’insolita forma di un uovo tagliato in verticale. “Faccia” è detto il lato piatto inciso da scalanature parallele e caratterizzato dal cosiddetto “loft”, cioè da una particolare inclinazione rispetto al terreno.

Maggiore è l’ortogonalità, maggiore deve essere la potenza del legno. Il legno 1, caratterizzato da un loft che varia tra i 6° e i 12° è comunemente chiamato “drive” e ha lo shaft insolitamente lungo. Questo genere di bastone viene utilizzato principalmente dal tee, da dove, cioè, è necessario lanciare un colpo che ricopra la massima distanza benchè il colpo risulti preciso.

Il golfista medio usa il drive per tiri di 230 metri di distanza, mentre a livello professionistico i tiri più potenti possono superare anche i 300 metri.

Gli altri legni che vengono utilizzati sono il 3, il 4, il 5 e il 7, che hanno il loft e lunghezza della canna via via decrescenti. Il prezzo minimo per un legno di bassa qualità è di circa 100 euro, mentre un modello prestigioso può arrivare a costare anche 850 euro.

Le principali case di produzione di bastoni sono:

  • Honma
  • Ping
  • Yonex
  • Adams
  • Taylor Made
  • Mizuno
  • Wilson
  • Callaway
  • Titleist
  • Orlimar
  • Cleveland

Ferri

I ferri, che hanno normalmente lo shaft in acciaio, benchè si trovino abbastanza frequentemente anche ferri con canna in grafite, sono utilizzati per colpi di corta e media distanza. I ferri hanno generalmente una numerazione crescente dal 3 al 9 e per loft e lunghezza della canna vale lo stesso discorso esposto per i legni.

Oltre a questi si trovano i così detti “wedge”, così si avranno il “pitching wedge”, il “pitch”, il “sand wedge” e il “lob wedge”; questi ferri, che hanno inclinazione particolarmente pronunciata (fino a 60°) e shaft più corto del normale, sono generalmente usati per i colpi più corti. Inoltre, il sand wedge ha una caratteristica peculiare in più: possiede un’insolita curvatura della testa che viene chiamata “bounce” e che è particolarmente indicata per il gioco dal bunker.

Ferri 1 e 2 non sono frequenti ma esistono, benchè il loro utilizzo sia abbastanza difficile e siano adatti solo per i golfisti professionisti. La maggior parte dei giocatori usa un ferro 3 a 180 metri, oltre ad un sand wedge a 60 metri, mentre per i ferri intermedi la distanza è inversamente proporzionale.

E’ possibile acquistare diversi modelli di ferri, in base alle esigenze di ciascun golfista: esistono gli oversize che, per perdonare eventuali errori, hanno la testa più grande del normale, mazze forgiate che permettono di avere maggiori controllo e sensibiità del colpo, ferri che hanno una distribuzione marginale del peso, ecc.

Oltre naturalmente alle case di produzione sopra citate si possono aggiungere per i ferri la MacGregor, la Ben Hogan e la Maxfli. Un set di ferri nuovo, cioè dal ferro 3 al pitch, ha un costo medio che va da un minimo di 350 euro a un massimo di 1700 euro.

Putt

Il bastone utilizzato nel green per mandare in buca la pallina si chiama putt. Il loft di un putt va normalmente da 1° a 4° ed è anche l’unica mazza che non deve sollevare la palla, ma farla rotolare.

Annualmente le case di produzione elaborano putt sempre più innovativi, benchè l’unico fattore di importanza per il buon funzionamento di un bastone di questo tipo è il golfista ne abbia una buona sensazione, sia in mano, sia a contatto con la palla. Le principali case produttrice di putt sono Odyssey, Titleist, Never Compromise e Ping. Un putt nuovo ha un costo che varia tra i 60 e i 360 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *