Campi da golf in Qatar: il Doha Golf Club

La penisola del Qatar è oggi uno dei più ricchi paesi del mondo con i suoi grandi giacimenti petroliferi che rappresentano una risorsa energetica ed economica importante per gli abitanti del paese. Oltre al petrolio, la seconda risorsa naturale più invidiata è rappresentata da quelli che sono i più grandi depositi di gas naturale al mondo: queste e altre ricchezze “naturali” hanno reso il Qatar un paese particolarmente avanzato e sviluppato, anche in materia di golf. Scopriamo lo straordinario campo da golf Doha Golf club.

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Qatar: ricchezza infinita tra petrolio, tecnologia e golf

Diventato indipendente dal Regno di Sua Maestà nel ’71, il Qatar è abitato da un popolo fondamentalmente pacifico e orgoglioso, che ha saputo opporsi con coraggio all’invasione irachena del Kuwait nel ’91 al fianco delle forze che contrastarono l’Iraq di Hussein durante la Guerra del Golfo. Oggi, lontano dalle guerre, il Qatar può seriamente pensare al proprio sviluppo e alla propria crescita economica: il paese già dimostra di voler investire in altri campi infatti, poiché né le riserve petrolifere né quelle di gas garantiranno una fonte di ricchezza infinita e continua nel tempo. Per questo motivo, il Qatar si sta aprendo pian piano al mondo per farsi conoscere, dal campo economico al sociale, dal sanitario al tecnologico alla cultura e all’arte, nonché allo sport e all’istruzione superiore. Questa apertura rientra nell’ambito del progetto Qatar National Vision 2030, un programma che intende trasformare il paese a lungo termine investendo più di 100miliardi di dollari nella creazione di grandi opere quali il porto commerciale di Mesaieed, la rete ferroviaria e metropolitana e il collegamento stradale con il Bahrein. Tra le opere più importanti, quella più prestigiosa è però il nuovo e ultramoderno Hamad International Airport di Doha, alla cui realizzazione hanno partecipato anche alcune imprese italiane. Si tratta di un progetto a dir poco monumentale: sono stati investiti ben 15,5 miliardi di dollari per una struttura che sarà gestita totalmente dalla Qatar Airways e che rappresenterà il passaporto della piccola penisola verso l’occidente. Sarà infatti quest’opera a dare il benvenuto agli appassionati di calcio provenienti da tutto il mondo per seguire dal vivo le partite dei mondiali che si disputeranno nel 2020. Per questo motivo, in Qatar non mancheranno  altri stadi, oltre i tre già esistenti, che saranno più moderni, dotati di aria condizionata e dal design di forte impatto in una cornice circondata totalmente dal mare.

L’attenzione di questo piccolo paese però non è solo rivolta a rafforzare e affermare il proprio potere in patria, ma a canalizzarlo anche verso l’estero. A dimostrazione di ciò, ci sono le acquisizioni di club calcistici come il Paris Saint Germain, gli investimenti di lusso come l’Hotel d’Evreux a Place Vendome, l’acquisizione di parte di Rue de Rivoli sul lungo Senna e dei famosi magazzini Harrods di Londra. Anche in Italia non viene meno l’influenza economica del Qatar che ha acquistato per oltre 600 milioni di euro il Consorzio Costa Smeralda, compresi i terreni e gli alberghi che appartengono al marchio quali i rinomati Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e il Cervo Hotel, nonché la Marina e il cantiere di Porto Cervo, anche la Maison Valentino è stata recentemente acquisita da un emiro del Qatar e lo stesso vale per il Pevero Golf Club in Sardegna, uno tra i cento campi da golf più belli del mondo. La popolazione del Qatar dimostra però apprezzamento verso l’Europa, in special modo verso la cultura italiana: non è un caso se a Doha i ristoranti delle più popolari e lussuose catene alberghiere come il Marriott e il Four Seasons, sono diretti da chef italiani, che hanno saputo trovare gratificazioni e riconoscimenti per la loro bravura in terra straniera più che in patria.

Il Qatar, quindi, continua a perseguire l’obiettivo di aprirsi e di farsi conoscere anche come meta turistica proponendo un alto livello di servizi di lusso: nel 2012 solo a Doha sono stati inaugurati il St Regis, l’Intercontinental, il City e l’Hilton Hotel, e presto arriveranno anche lo Shangri-la, l’M-gallery e il Mandarin Oriental. Come tutte le nuove capitali orientali, Doha si presenta con una doppia anima: quella islamica in cui custodisce il Museo d’Arte Islamica, realizzato dall’architetto Ieaoh Mong Pei, e che rappresenta una tappa fondamentale per conoscere e ammirare pezzi unici e capolavori antichissimi patrimonio della cultura islamica, e l’anima più filo-occidentale, ovvero tutta l’area che va da West Bay e alla Corniche in cui si rimane impressionati dallo skyline di grattacieli edificati l’uno affianco all’altro, quasi a far parte di una città futuristica. Per osservare meglio il conglomerato di altissimi edifici e comprendere il messaggio di modernità e di civiltà che questa città antica vuole lanciare alle sue concorrenti, è sufficiente imbarcarsi su un tradizionale dhow, un’imbarcazione tipica del paese, e girare la baia. Alle spalle dei profili e degli angoli dei grattacieli, piccolo e intimo persiste ancora il mercato, il Souq Waqif, sui cui banchi è possibile trovare piccoli manufatti e oggetti realizzati artigianalmente dagli abitanti di Doha. Uno sguardo al The Pearl Qatar e ci si fionda del futuro: il mega complesso residenziale, infatti, andrà a costituire il polo centrale del paese, con ville, grattacieli, quartieri e anche tredici isolette private, prendendo spunto dal The World di Dubai.

Giocare a golf in Qatar: il Doha golf club

doha golf club in qatarCome accennato, il Qatar per farsi conoscere e apprezzare all’estero non manca di partecipare agli avvenimenti culturali e sportivi a livello mondiale, come la Coppa del Mondo, per rimarcare la propria presenza nel circuito golfistico dell’European Tour, entro il quale viene disputato il Commercial Bank Qatar Masters sul campo da diciotto buche del Doha Golf Club. Progettato su disegno di Peter Harradine e aperto dal ’96, il Doha Golf Club conta ben 7374 yards, par 72, con un percorso lungo e impegnativo in cui possono cimentarsi non solo professionisti ma anche giocatori di livello buono o discreto, mentre per i golfisti principianti o i semplici appassionati di golf il campo rappresenta un percorso stimolante e divertente, a tratti avvincente, con le sue quattro zone di partenza.  Su questo campo il suggerimento, che può sembrare forse banale, è quello di giocare con prudenza e di badare molto alla strategia: ci sono diciotto buche alternate con bunker e laghetti e i rischi sono tanti, quindi bisogna studiare il percorso nei particolari. Harradine è infatti riuscito a dar vita nel bel mezzo del deserto a un’oasi del golf che presenta un percorso variegato e interessante: sfruttando a proprio vantaggio le preesistenti pendenze naturali del terreno sabbioso e trasformando con furbizia le formazioni rocciose in modo tale da favorire la conformazione del percorso progettato, ha tramutato in realtà la sua idea complessiva di come doveva essere il campo. Sono stati introdotti anche molti laghetti artificiali, 1300 palme, 10mila alberelli e sessantacinque cactus giganti dell’Arizona. La buca 16 rappresenta praticamente la signature hole del campo con un par 4 di 307 yards, mentre la 9 e la 18 di par 5, che terminano proprio sotto la club house dallo stile medio-orientale, sono rispettivamente di 639 e 587 yards. Fa parte del Golf Club anche l’Academy Course, un campo da nove buche di 2544 yards, par 34, con vista sulla West Bay Lagoon. Al Doha Golf Club, inoltre, è data la possibilità di giocare anche i non soci, che però devono prenotare il tee time in anticipo. Pranzare sulla terrazza del club e gustare l’ottima cucina del ristorante annesso con la vista mozzafiato sul deserto, non ha eguali

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