Come si gioca al Golf Club Stupinigi?

Vero e proprio polmone verde per la città di Torino, il Golf Club Stupinigi è riuscito a inserirsi in maniera perfetta in un contesto urbano tanto da essere facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: una realtà sportiva con tali caratteristiche rappresenta una rarità a livello europeo. Scopriamo uno dei più importanti campi da golf in Piemonte e in Europa.

campi da golf in pimonte: stupinigi golf club

Il campo al Golf Club Stupinigi

Più di diecimila piante per 150 specie differenti sono state distribuite sui quattordici ettari della superficie del Golf Club Stupinigi, un campo dotato di tutte le attrezzature necessarie per il gioco del golf.

Nato nel ‘53 come semplice driving range su volontà del carrozziere Vittorio Viotti, dal ’73 si è affiliato alla Federazione Italiana Golf creando l’attuale percorso a nove buche, par 66, grazie all’intervento di Lauro Beltrame che ha trasformato il campo pratica in un vero e proprio circolo di golf di cui è diventato il presidente con tanto di soci fondatori al seguito.

Ideali sia per il principiante che si affaccia per la prima volta al golf sia per il giocatore un po’ più esperto, queste nove buche sono perfettamente adatte a un giro di campo veloce: si tratta infatti di un percorso lungo 2.170 metri per gli uomini e 1.995 metri per le donne.

Le piante che popolano il campo rendono più complicato il percorso restringendo di quando in quando i fairway delle buche, che quindi necessitano di una concentrazione e una precisione maggiori da parte del giocatore. Quanto  a posizione e servizi offerti dal circolo, il Golf club Stupinigi si batte difficilmente.

Le dimensioni contenute del club non rispecchiano la grandezza che lo stesso ha potuto raggiungere contando sull’opera di professionisti del calibro di Alfonso Angelini, Marius Mencagli, Pippo Calì e Dino Canonica, che insegna tutt’oggi al circolo e che ha allenato le future promesse del golf nazionale.

Il laghetto alla buca sette e il ruscello che solca ben quattro delle nove buche rappresentano dei validi e insidiosi ostacoli al gioco, ma sanno rendere ancora più stuzzicante e interessante il percorso.

I green si presentano piuttosto piccoli, mossi e protetti bene dai bunker, ciò potrebbe richiedere un’ulteriore dimostrazione d’abilità tecnica da parte del golfista, mentre rappresentano un sicuro stimolo e suscitano grandi emozioni nel principiante e nell’appassionato. Il Golf Club Supinigi è uno dei campi da golf in Piemonte storici, ber fama e bellezza.

Le buche al Golf Club Stupinigi

campi da golf in Pèiemonte: le buche del Stupinigi

Partenza non facile per il percorso che inizia proprio con la buca più difficile del campo: il dog leg a destra della buca uno richiede un drive dritto per il secondo colpo al green. Meglio non cercare di tagliare la buca perché sull’angolo del dog leg sorge il primo ostacolo d’acqua del campo, mentre il green si presenta ben difeso da bunker sia a destra che a sinistra.

Non molto difficile il par 4 della buca due: primo colpo da eseguire prima del canaletto, mentre il secondo deve andare direttamente verso il green con bunker posteriore e ondulato da diverse pendenze.

Alla buca tre bisogna prestare attenzione ai grandi bunker che si trovano a sinistra e a destra, mentre il green è decisamente ampio e con qualche pendenza.

Dog leg a destra e par 4 per la buca quattro: qui la prima pallina si batte facile verso la curva per poter avere spazio aperto verso il green per giocare il secondo colpo. Il green è ben difeso, ma è meglio cercare di evitare è di  finire nel boschetto sulla destra.

Il primo colpo va liscio alla buca cinque, nonostante il ruscello che si dimostra superabile. Con il secondo colpo si mira direttamente al green protetto da bunker. Bisogna far attenzione alla sponda alta presente a sinistra del green che potrebbe far rotolare la pallina in una posizione seccante.

Non troppo lungo è il par 3 della buca sei: a sinistra il terreno si presenta in pendenza quindi meglio non sbagliare il primo colpo. Il green è piuttosto piccolo, per cui bisogna cercare di restare al centro del fairway e tentare di raggiungerlo con un secondo colpo.

Quando la buca sei è in manutenzione, la sostituisce la buca 6 bis: par 3 semplice non troppo lungo, con green difeso da bunker frontali sia a destra che a sinistra. Poiché il green non si presenta molto ampio, bisogna giocare molto di precisione e tecnica per riuscire a raggiungerlo al primo colpo, altrimenti attenzione a come giocate il secondo colpo.

La sette si dimostra una buca abbastanza semplice con un primo colpo che dev’essere diretto al centro del fairway e un secondo colpo che deve cercare di non finire nel laghetto, ostacolo che rende insidioso il raggiungimento del green in due colpi. Ci sono ampi bunker a proteggere il green, che si presenta piuttosto vasto: qui molto dipende anche dalla posizione della bandiera.

La penultima buca del percorso è un par 3 molto semplice: la otto infatti è una buca corta e dritta per cui è sufficiente battere il primo colpo usando un ferro corto per finire direttamente in green, a cui segue un facile putt. I bunker a presidio della buca potrebbero dare qualche problema.

L’ultima buca è la seconda più difficile del percorso: la nove infatti presenta un dog leg a sinistra per cui battere il primo colpo potrebbe risultare abbastanza semplice. Se si riesce a raggiungere la curva si ottiene una buona visuale del green, altrimenti il secondo colpo potrebbe essere diretto a tagliare la buca sugli alberi e riuscire ad arrivare lo stesso al green, che non è molto grande ma si presenta ben protetto da un bunker a sinistra.

Putting green, driving range e pitching green

Impossibile che un circolo nato come driving range non offra ai suoi ospiti un campo pratica: sono undici le postazioni all’aperto e tredici quelle coperte, un putting green, un pitching green e l’area dedicata agli approcci,  su questo può contare l’odierna struttura del Golf Club.

I praticanti del club possono trovare nei maestri Dino Canonica, Piero Panero, Franco Luzi e Giancarlo Ferrero dei validissimi professionisti che possono aiutare a ottimizzare e migliorare ulteriormente l’handicap di gioco di ciascun allievo. Sul campo pratica, posto proprio davanti la club house, si allenano anche i ragazzi del Club dei Giovani che hanno nei maestri Luca Servelli e Federico Bellati i loro punti di riferimento. Il club si divide in due sezioni dedicate a due diverse fasce d’età: i Ragazzi, che comprendono giovani dagli 8 ai 13 anni, e gli Juniores, formati da ragazzi dai 13 ai 17 anni.

Entrambe le sezioni vengono seguite a turno dai maestri. Ai più piccoli i maestri preferiscono impartire lezioni individuali o a coppie: i bambini della stessa età o di età inferiore agli 8 anni potranno fare lezione insieme e ciò aiuta i professionisti a lavorare meglio per e su i bambini che devono essere coinvolti per trovare motivo e interesse nello sport.

Lavorare invece su ognuno di loro è più utile per impostare un allenamento pensato appositamente per ogni allievo. L’area di gioco corto purtroppo risulta molto sacrificata e non riesce a offrire grandi possibilità di pratica.

Inoltre  si può usufruire del deposito sacche e si può trovare ristoro tra una buca e l’altra presso il ristorante situato all’interno della club house, che affaccia proprio sul campo da golf e che offre ai suoi clienti i piatti più caratteristici della cucina piemontese.

Info e contatti

  • Corso Unione Sovietica 506/A
  • 10135 Torino (Torino)
  • Tel.  011 3472640

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